martedì 4 ottobre 2016

Elvis ... e quando eravamo (quasi) Re.


C'è un momento nella vita di ognuno di noi nel quale sì, in quell'attimo lì, ci sentiamo (quasi) Re.
Ad ognuno il fato riserva questo momento. Poi c'è chi se ne accorge, e lo assapora fino in fondo, per rammentarselo per il resto della vita. E c'è chi invece è lì, come un Re, ma non se ne accorge e l'attimo vola via e diviene per sempre rimpianto senza poter essere ricordo.
Quando, esattamente 40 anni fa,  nell'ottobre del 1976 Elvis Presley registrò le sue ultime canzoni erano passati ben 22 anni dalle sue prime registrazioni del luglio 1954.
In questi 22 anni  Elvis divenne l'indiscusso Re del Rock & Roll.
"The King"  registrò e vendette tonnellate di dischi.
Tra le miriadi di pubblicazioni, edizioni e riedizioni, delle sue celebri canzoni  questa raccolta ELVIS - TODAY, TOMORROW & FOREVER  (edita nel 2002 e ristampata più recentemente nel 2014) ha il pregio di raccogliere in 4 cd  100 rarissime versioni di canzoni che il  Re amava cantare nelle più disparate occasioni.
Vi sono canzoni sue, ma anche gemme assolute di altri autori come  Ray Charles, Carl Perkins, Willie Nelson, Gordon Lightfoot, Buffy Sainte-Marie, Chuck Berry.
Canzoni bellissime. Senza tempo.
Canzoni che, riascoltate ancora oggi, regalano momenti di grandi emozioni: perchè Elvis era sì un personaggio parecchio scenografico, ma era sopra ogni cosa un interprete fantastico. Per lui rock, gospel, blues e country erano la stessa cosa.
Tra le 100 alternative takes  di questa raccolta ve n'è  una che mi ha davvero scaldato l'anima: la canzone è UNTIL IT'S TIME FOR YOU TO GO  ed è della cantautrice Buffy Sainte-Marie che la incise nel 1965.
Questa splendida versione del Re fu registrata il 17 maggio 1971.
Io avevo 11 giorni di vita e a Nashville vi era un Re.
Forever.



(Elvis - Until it's time for you to go)









sabato 1 ottobre 2016

Marcello Parrilli - MENDICANTI DI UMANITA'


Marcello Parrilli, cantautore toscano, manda alle stampe in questo autunno 2016 il suo quarto album titolo molto evocativo di MENDICANTI DI UMANITA'.
La comunità cantautorale toscana (da sempre molto attiva)  in quest'annata 2016 è in particolare fermento, e dopo gli ottimi lavori di Larocca, Cantini, Del Sangre e della "texana" Millanta ecco che arrivano le liriche e le musiche di Parrilli a dar manforte a quella che, a suo tempo, chiamai la  "truppa toscana".
Parrilli, classe 1978, si dimostra subito un cantautore di gran classe e in MENDICANTI DI UMANITA'  condensa in modo splendido il suo credo musicale: dodici canzoni  e 46 minuti di grande musica.
L'approccio musicale è quello tipico del classico cantautorato made in Italy e le basi di MENDICANTI DI UMANITA' sono lì nella voce, nella chitarra  e nelle splendide liriche di Marcello Ma non solo. Perchè Parrilli dimostrandosi un valido polistrumentista a tutto tondo nel disco  suona anche pianoforte e violino.
A colorare le canzoni del disco il cantautore toscano fa ampio e personale uso dei sintetizzatori che contribuiscono alla riuscita del progetto rivalndosi come un valore aggiunto.
MENDICANTI DI UMANITA' è stato registrato nell'ormai "leggendario" Paso Double Studio del "deux ex machina" Gianfilippo Boni.
Lo stesso Boni, che ha accompagnato Marcello lungo la via nella realizzazione del disco, è attivo in diverse canzoni con il suo splendido pianforte.
Anche altri "ragazzi della truppa fiorentina" fanno capolino qua e là nelle canzoni del disco: ci sono Max Larocca, Marco Cantini e Stefano Benucci in arte Fano. 
L'album si apre con la canzone che lo titola: MENDICANTI DI UMANITA'. La voce di Parrilli diviene familiare nel giro di pochissimi attimi e in questa prima canzone l'organo hammond di Boni, e il basso e la batteria rispettivamente di Lorenzo Forti e Fabrizio Morganti si raccolgono tutti intorno alle liriche molto aderenti alla realtà dei nostri giorni. Tempi nei quali l'umanità si deve, davvero, mendicare ed è dimenticata "Tra le vetrine di questa città / Senza cuore e senz'anima". 
IO E TE IN UN MONDO PERFETTO si apre con la sola chitarra di Marcello a dettare un'altra riflessione amara nella quale versi come "Io e te in questo vuoto iinteriore / che ci circonda, che ci inonda, che ci fa sentire soli / soli coi nostri cuori" raccontano di un autore che riesce ad esprimere nel breve spazio di una canzone profonde considerazioni su un mondo che è davvero "imperfetto".
La canzone QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE è stata scritta da Marcello a quattro mani con il "nostro" Max Larocca. Ed è proprio lo stesso Max a cantare il primo verso di quella che è una dolente ballata che ripercorre le comuni esperienze di gioventù e che si chiude con la constatazione che "Quelli della mia generazione / hanno pensato all'amore / come al porto dell'adolescenza / in un viaggio senza partenza". Sempre ottimo il lavoro del trio Boni/Forti/Morganti a cui va comunque aggiunto il costante apporto dei sintetizzatori abilmente mossi da Parrilli.
CASS (LA PIU' BELLA DONNA DELLA CITTA') si apre con le magiche note della fisarmonica di Giacomo Tosti per poi addentrarsi in un tappeto sonoro con la chitarra, il pianoforte e i sintetizzatori  di Parrilli, il Rhodes suonato da Boni, il basso e la batteria sempre a macinare precisi sopra liriche che si rifanno a quanto narrato della bella Cass da Charles Bukowski nel suo "Storie di ordinaria follia". Le liriche di Parrilli sono mature e si accostano a mostri sacri della letteratura in punta di piedi ma con incisività.
Con METAMORFOSI Parrilli si approccia ad un altro personaggio leggendario della letteratura mondiale come Franz Kafka qui ricordato narrando il punto di vista di Gregor Samsa protagonista de "La metamorfosi". Ballata dai toni decisamente rockeggianti dove oltre ai sintetizzatori l'utilizzo del sequencers guidati da Boni creano un tappeto sonoro splendido.
La canzone L'ULTIMA ORA vede la collaborazione del cantautore Marco Cantini alla stesura di un testo che rievoca "l'ultima ora" del leader dei Nirvana Kurt Cobain.
AYUMI è una dolce ballata  ricamata tutta intorno dalla fisarmonica magistralmente suonata da Forti.
IN MEMORIA DI TE è tra le canzoni più belle del disco. Parrilli la dedica all'amico Matteo, compagno di classe ai tempi delle scuole superiori. In questa traccia il cantautore suona le chitarre, il pianoforte e il violino. Ed è proprio l'intro di pianoforte a destare subito l'attenzione al primo ascolto. La ballata è densa di emozioni. Di ricordi. E' una canzone che ha dentro il valore aggiunto di chi vive le cose della vita con il cuore. Versi come "E poi è finita anche la scuola / che i bei tempi ha portato via / sono iniziate le sfortune / e noi ci siamo persi". Magnifica.
IMMAGINI DIALETTICHE è un brano strumentale che vede Parrilli ai sintetizzatori e Boni alle prese con i sequencers. Solo loro due alle prese con un brano di musica sperimentale.
LE STRADE DI PARIGI (E CONTINUO A CHIAMARLO AMORE ?) è stata scritta a quattro mani con Marco Cantini che partecipa al pezzo con la sua voce: è un'altra grande canzone dove la voce dei due amici cantautori si alterna e ci accompagna in un viaggio che racconta l'esilio parigino del filosofo tedesco di origine ebrea Walter Banjamin. Questa è la prima delle canzoni di una sorta di trilogia che Parrilli, sensibile a vicende storiche e umane degne di essere ricordate, dedica proprio alla memoria del celebre filosofo della modernità.
UN'ALTRA STORIA DI ORDINARIA FOLLIA  vede la partecipazione alla voce di Stefano Benucci in arte Fano per raccontare un'altra pagina di storia, di vita e di esilio del filosofo tedesco Walter Benjamin.
Chiude il disco la tenue ballata IL SILENZIO DELLA NOTTE. In questo ultimo  episodio del disco Parrilli suona la sua chitarra accompagnato dalla sola - impeccabile - fisarmonica di Tosti. L'ultima notte di Walter Benjamin prima del tragico suicidio ad un passo dalla libertà è tutta lì in quei versi: "La notte porta consigli / qualche volta sbagliati / ma tanto domani / li avremo già dimenticati".
Marcello Parrilli nello spazio di dodici canzoni e tre quarti d'ora di tempo mi ha conquistato.
Le sue liriche attingono dalle vicende della vita quotidiana ma anche dal mondo della letteratura e della filosofia: sono riflessi che, in uno specchio,  mostrano tutta la stoffa di un ragazzo toscano che può tranquillamente definirsi un Signor Cantautore.




(MARCELLO PARRILLI - MENDICANTI DI UMANITA')






(MARCELLO PARRILLI - QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE)








lunedì 29 agosto 2016

Giulia Millanta - MOONBEAM PARADE



Giulia Millanta è una delle mie cantautrici preferite. Ormai da anni.
L'artista toscana è da qualche anno di stanza in quel di Austin - Texas e, proprio lì, nel "LONE STAR STATE" la stella di Giulia brilla di una splendida luce propria.
In occasione dell'uscita del suo precedente album, THE FUNAMBULIST, il giornalista Mike Greenblatt sul periodico AQUARIAN WEEKLY  ha scritto:

"Giulia Millanta is The Funambulist on her self-released fourth album. She’s a deeply evocative singer with a dash of Piaf, a sprinkle of Lady Day, a pinch of Norah Jones and a teaspoon of Madeleine Peyroux. Her theme is travel and her songs bestow the dreamy experience of the long-distance ride looking out the window and pondering life’s inequities. She came to live in Austin from her native Florence, Italy, and her songs (I like the ones in Italian the best) are like little feel-good pills you swallow and awake refreshed. By the way, a funambulist is a tightrope walker."

Giulia è accostata ad autentiche leggende della musica d'autore in "rosa": Edit Piaf, Norah Jones, Madeleine Peyroux. E questi accostamenti stanno proprio lì a testimoniare quanto di buono Giulia Millanta è riuscita a creare: canzoni splendide dipinte come fossero quadri con dentro storie di vita quotidiana. E con il suo abile lavoro con la penna, prima e la chitarra poi, la Millanta è riuscita a creare intorno a se un folto gruppo di fans,  sostenitori e collaboratori.
Proprio in questi giorni Giulia Millanta presenterà il suo nuovo  disco MOONBEAM PARADE.
Quinto disco della discografia ufficiale della Millanta (escludendo l'ottimo TEXAS MAGPIES  che è accreditato però proprio alla super-band omonima formata dalla stessa Giulia, da David Pulkingham e Michael Longoria) MOONBEAM PARADE è la "prova provata" di quanta e quale sia la stima di cui goda la Millanta sulla scena musicale texana.
Nel nuovo disco (prodotto da Giulia insieme a George Reiff) suonano infatti musicisti di grande talento e molto rinomati in Texas quali: Charlie Sexton ( Bob Dylan ) , Howe Gelb ( Giant Sand ) , Glenn Fukunaga ( Le Dixie Chicks ) , Michael Fracasso , Kimmie Rhodes , Gabriel Rhodes ( Willie Nelson ) , Dony Wynn ( Robert Palmer ) , David Pulkingham ( Patty Griffin ).
Il disco è stato registrato presso l'OHM STUDIO in Austin e uscirà con l'etichetta di Giulia "Ugly Cat Music ". Sarà presentato nel corso del tour europeo che partirà proprio dall'Italia il primo di settembre,  salvo poi avere la presentazione ufficiale con il classico "Release Party" il 21 ottobre allo Strange Brew di Austin. 
Tutte le tredici  canzoni del disco sono composte da  Giulia ad eccezione di:
Shaky Legs, The House Always Wins: G. Millanta, D. Pulkingham
Play with Fire: G. Millanta, G. Rhodes
If You Ask Me: G. Millanta, M. Fracasso
R&R Suicide è classico di David Bowie che Giulia ha tradotto ed adattato in italiano.
Va sottolineato tuttavia che, se è vero che la notevole bravura dei musicisti che hanno partecipato alle registrazioni ha contribuito certamente all'ottima riuscita di MOONBEAM PARADE, ciò che è alla base di tutto, ed è imprescindibilmente essenziale è proprio l'ottima "penna" e il sensazionale "senso"   musicale che viene fuori dalle canzoni di  Giulia.
Le canzoni di MOONBEAM PARADE, tutte inedite ad eccezione di PIECES che già era stata resa disponibile l'anno precedente, sono vestite perlopiù di "elettrico" laddove nell'album precedente i suoni della Millanta erano in prevalenza acustici. 
Ma questo è un semplice dettaglio giacchè, già ai primi ascolti, il disco conquista subito l'attenzione con l'iniziale SHAKY LEGS  passando per l'altrettanto movimentata  4TH AND VODKA e la più lenta e soffusa PLAY WITH FIRE. Suoni Ottimi. Splendide esecuzioni.
Con EVE'S SONG il nuovo disco di Giulia Millanta decolla definitivamente. Canzone dal travolgente incedere ci porta alla successiva  R&R SUICIDE che ha la particolarità di essere l'unica canzone del lotto ad essere cantanta in italiano ed è, come detto precedentemente, una traduzione di un brano di Bowie.
Notevole anche MOTEL SONG canzone ove il virtuosismo chitarristico di Sexton regala vere emozioni.
PIECES è una grandissima canzone. Sicuramente tra le migliori scritte da Giulia. Regala sempre nuove emozioni ad ogni ascolto.
THERE IS A BRIDGE è un altro capolavoro. Una gemma  incastonata in un disco che regala vere emozioni a raffica.
Così si continua alla  grande con SILVERY GOWN dove Gelb al piano, Rhodes alla chitarra, Wynn alla batteria e Fukunaga al basso colorano in modo splendido il tessuto disegnato da Giulia.
GUN SHY  è tra le migliori canzoni del disco. Una ballata densa. Bella. Illuminata da un Raggio di Luna.
In IF YOU ASK ME  a duettare alla voce con Giulia c'è Michael Fracasso. L'effetto della doppia voce al canto è stupento.
THE HOUSE ALWAYS WINS è un'altra gran bella ballata dove gli ospiti e amici di Giulia macinano una musica di ottima qualità.
Chiude il disco la più "spoglia" NOT THE MIRROR che vede Giulia impegnata alla voce accompagnata dal solo piano di Rhodes: una canzone introspettiva che chiude in maniera intima e riflessiva un disco che dire stupendo è dire poco.
Giulia Millanta con MOONBEAM PARADE consegna alla storia della musica d'autore la sua prova più "matura" e si conferma una Stella di Prima Grandezza della musica del "Lone Star State".
Forza Giulia. Viva Giulia.



Questa la lista delle canzoni che compongono MOONBEAM PARADE con i relativi "ospiti" che hanno contribuito all'ottima riuscita dell'opera.


SHAKY LEGS:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
David Pulkingham: electric guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums and percussion
Gabe Rhodes: piano, BGV
Kimmie Rhodes and Noelle Hampton: BGV

4TH AND VODKA:
Giulia Millanta: vocals, acoustic guitar
Gabe Rhodes: electric guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums

PLAY WITH FIRE:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
Gabe Rhodes: electric guitar and glasses
George Reiff: bass
Hunt Sales: drums
Kimmie Rhodes and Noelle Hampton: BGV

EVE'S SONG:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
Gabe Rhodes: electric guitar
Glenn Fukunaga: bass
Cully Symington: drums

R&R SUICIDE:
Giulia Millanta: vocals and electric guitar
Gabe Rhodes: guitar
George Reiff: bass
Hunt Sales: drums

MOTEL SONG:
Giulia Millanta: vocals, acoustic guitar
Charlie Sexton: electric guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums
Noelle Hampton: BGV

PIECES:
Giulia Millanta: vocals, acoustic guitar
Gabe Rhodes: electric guitar
Glenn Fukunaga: bass
Cully Symington: drums

THERE'S A BRIDGE:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
Gabe Rhodes: guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums
Stefano Intelisano: piano
Kimmie Rhodes and Noelle Hampton: BGV

SILVERY GOWN:
Giulia Millanta: vocals, acoustic guitar
Gabe Rhodes: guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums
Howe Gelb: piano

GUN SHY:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
Gabe Rhodes: guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums
Stefano Intelisano: Rhodes
 Noelle Hampton: BGV

IF YOU ASK ME:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
Michael Fracasso: vocals
Gabe Rhodes: electric guitar, piano
Glenn Fukunaga: bass
Cully Symington: drums

THE HOUSE ALWAYS WINS:
Giulia Millanta: vocals, electric guitar
Charlie Sexton: electric guitar
Glenn Fukunaga: bass
Dony Wynn: drums
Stefano Intelisano: Rhodes
Kimmie Rhodes, Gabe Rhodes and Noelle Hampton: BGV

NOT THE MIRROR:
Giulia Millanta: vocals
Gabe Rhodes: piano


http://www.giuliamillanta.com/




GIULIA MLLANTA & FRIENDS - SHAKY  LEGS






sabato 2 luglio 2016

Tony Cercola: PATATRAC !


Tony Cercola (vero nome Antonio Esposito) è una "Leggenda" tra i percussionisti dell'italico stivale.
Già attivo sin dagli anni settanta al fianco dei più grandi esponenti della musica d'autore made in Napoli (Pino Daniele, Eduardo ed Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Tony Esposito) Cercola ha mandato alle stampe, nel corso degli anni, diversi dischi a suo nome.
In questo anno di grazia 2016  Cercola torna a pubblicare un nuovo disco nel quale, a fianco di otto nuove composizioni originali, ripropone alcuni dei suoi più grandi successi con l'aiuto di amici di vecchia data e ragazzi delle nuove leve.
PATATRAC !, questo il titolo del nuovo lavoro di Tony Cercola, mescola in dodici canzoni e quaranta minuti di musica tutte le suggestioni tipiche della musica che si affaccia sulle acque del Mediterraneo. Con l'aiuto di Gino Magurno (che ha scritto, arrangiato e prodotto artisticamente i brani inediti) Tony Cercola azzecca la perfetta commistione tra la tradizione tipica della musica napoletana e le musiche di altre realtà del bacino del Mediterraneo che così  interagiscono tra loro in maniera splendida.
Il giornalista Sandro Petrone, un tempo, definì  Tony Cercola come "il percussatore" ... e, se questa definizione, ormai calza a pennello sulle spalle del nostro, Cercola dimostra con PATATRAC!   di essere anche un grande alchimista.
Dall'iniziale E PATATRAC! che lo vede all'opera accompagnato dalla voce (splendida) di Roberta Albanesi, passando per TIEMP' TIEMP' dove troviamo ospite Eugenio Bennato, alla splendida OJOS dove ci sono come guest Mimmo Cavallo e l'artista brasiliana Lea Costa il respiro di questo disco è il respiro stesso del mare Mediterraneo.
Ci sono ritmi che restano in mente subito, canzoni che arrivano al cuore. Se chiudi gli occhi e mandi a manetta OJOS ti potesti risvegliare sulle rive del mare in qualsiasi parte del Mediterraneo o a Rio De Janeiro sotto l'ombra del Cristo del Corcovado. 
La musica che Cercola porta nelle case è Magia allo stato puro.
In MI OPIO c'è alla voce l'argentina Ana Rita Rosarillo ed  il viaggio "etnico" di PATATRAC! prosegue a gonfie vele. Ancora la Rosarillo, questa volta con il siracusano Ugo Mazzei ritorna in COMPASION.
Ugo Mazzei e Gino Magurno sono insieme nella splendida  'E CAI'  'E CAI'.
PILA PILA vede alla voce  il libico Esharef Ali Mhagag e l'atmosfera che si respira è sempre più universale.
In BABBASONE i napoletani Malacrjanza ci accompagnano in una danza che ha ritmi da new-folk-revival. Un canzone splendida.
Quindi i catanesi Original Sicilian Style  leggono a modo loro NERA NERA che è, a parere mio, la miglior performance in assoluto dell'intero disco. Un testo davvero ispirato si accompagna qui ad un'interpretazione davvero superlativa.
LUMUMBA vede il romano Paky Palmieri e il senegalese Laye Ba alle prese con un ballo etnico che non avrebbe sfigurato in un disco tipo quelli editati da Dr. John ai tempi di "Zu Zu Soiree".
Gli italo-spagnoli Max Russo & Divinos si cimentano in una movimentata e deliziosa MAMBO RAI, brano dal grande ritmo.
Chiudono le danze di PATATRAC!  i romani Wireframe con SONG INSPIRATION  che modifica un po' il ritmo etnico, fin qui filo conduttore del disco, per introdurre una buona dose di musica elettronica e campionamenti vari.
Alla fine dell'ascolto ciò che resta dentro è proprio la splendida e cristallina bellezza di questi suoni che sono puri, scevri da ogni orpello, e che nella loro essenza regalano emozioni vere.
Grande  merito, quindi a Tony Cercola, perché questa musica, la sua musica, (che non ha nulla di commerciale) parla direttamente al cuore di chi avrà  la fortuna di potercisi accostare.
Musica fatta con l'anima.










mercoledì 15 giugno 2016

LOHREN - "Felici di niente"


LOHREN è il nome artistico scelto da Giulia Lorenzoni e Luca Zadra per "battezzare" il loro progetto musicale: un duo,  batteria e voce, abbastanza inconsueto. 
Questo progetto parte da basi solide: validissime liriche in prima battuta e poi a seguire l'ottima voce di Giulia che, tra effetti più o meno "distorsivi",  è un'arma assolutamente vincente.
Il loro disco d'esordio FELICI DI NIENTE si compone di 16 tracce per poco meno di cinquanta minuti di musica.
Lo stile musicale è vario. E qui inserirli "under file" è abbastanza difficile. Un ottimo mix tra musica d'autore, musica leggere con venature di una buona dose di swing e jazz. Una musica che gira a trecentosessanta gradi intorno alla più pura musica d'autore.
Particolare  anche la scelta della foto di copertina del disco che vede i due giovani ragazzi romani brindare alla "felicità di niente"  completamente svestiti, presentandosi al pubblico esattamente così come mamma li ha fatti.
L'immagine, suggestiva, ad opera di Giulia De Filippis  evoca poi il concetto che è alla base di tutto il lavoro: cioè esaltare la semplicità delle cose e farlo con quell'intelligenza e arguzia tipica di chi rende semplici le cose "difficili".
L'intuizione del "titolo"  FELICI DI NIENTE è ad opera dell'illustre Maestro Luciano Michelini a cui i Lohren dedicano l'intero disco.
Delle sedici tracce che compongono il disco 14 sono brani originali del duo romano mentre due sono le cover presenti: SFIORIVANO LE ROSE dell'indimenticabile Rino Gaetano e MALAIKA celebre love-song  del cantautore keniota Fadhili William.
E già le scelte delle cover fanno intuire che Giulia e Luca  hanno una solida cultura musicale. Hanno scelto canzoni particolari e assolutamente non banali.
Registrato presso gli "Orange Studio" con la direzione artistica di Luigi Piergiovanni - deux ex machina della casa discografica Interbeat che ha prodotto il disco - al disco hanno partecipato anche diversi giovani artisti romani: Fabio Zaninotto alla chitarra,  Carlo Senna al theremin, Ludovico Franco alla tromba, Lorenzo Nanni alla fisarmonica, Tobias Nicoletti, Emanuele Guarnieri alle percussioni bantu nel brano MALAIKA, e Luca Lorenzini agli effetti speciali.
Tra le canzoni da ascoltare assolutamente ci sono OGGI NO e INSONNIA che sono state fatte oggetto di uno stupendo video musicale, le già citate MALAIKA, SFIORIVANO LE VIOLE, SOLITUDINE, LA DANZA DELLA PIOGGIA ... per citare quelle che più  mi hanno colpito.
Quello dei Lohren è un progetto valido. Musica Nuda. A tutto tondo.








(Lohren - Oggi no/Insonnia)










giovedì 2 giugno 2016

Glenn Jones - FLEETING


Degno erede di un genere chitarristico denominato AMERICAN PRIMITIVE GUITAR Glenn Jones, artista americano classe 1953, arriva con questo FLEETING a pubblicare il suo settimo disco da solista.
Allievo della "Takoma School" del grande John Fahey  di cui Jones fu grande amico, e l'eredità del quale rivive sempre nelle note della sua chitarra,  Jones è stato anche il fondatore del gruppo  di musica strumentale CUL DE SAC attivo nei primi anni novanta.
Per registrare questo nuovo lavoro Jones ha scelto di ritirarsi, ospite di amici,  in una casa sperduta nei boschi presso il Rancocas Creek a Mount Holly, nel New Jersey.
E proprio l'atmosfera bucolica che ha circondato le registrazioni del disco, considerato anche che la casa non aveva alcuna insonorizzazione e pertanto  i rumori della natura sono stati presi in diretta, conferiscono all'opera un suono "unico e raro".
Dieci splendide composizioni per poco meno di quaranta minuti di una musica che definire "pura" è un eufemismo. 
Un musica davvero "libera" da ogni orpello e che, ascoltata con la giusta attenzione. consente di percepire in pieno la straordinaria perizia chitarristica di Glenn Jones e del suo fingerpicking eseguito con accordature fuori dai canoni convenzionali.
Una straordinaria sequela di suoni che mettono davvero l'ascoltatore in contatto con una Musica Superiore.
Nel disco trovano spazio solo le note della chitarra e del banjo di Glenn Jones che, nell'occasione, è stato coadiuvato dall'ottimo lavoro di Laura Baird che si è occupata della registrazione dell'opera.
Nelle dieci tracce del disco trovano spazio due canzoni PORTRAIT OF BASHO AS A YOUNG DRAGON e  CLOSE TO THE GROUND dedicate a due "Eroi" musicali a cui Jones concede il giusto tributo: prima allo straordinario chitarrista Robbie Basho scomparso già da anni e poi all'inglese  Michael Chapman in ricordo di una notte di musica insieme ad Amsterdam nel dicembre del 2014.
Ci sono poi due brevissimi pezzi eseguiti con il banjo CLEO ASLEEP  e CLEO AWAKE che Jones dedica alla piccola Cleo figli di suoi amici.
Strepitose per incedere e ritmo sono l'iniziale FLOWER TURNED INSIDE-OUT, GONE BEFORE e MOTHER'S DAY  mentre il pezzo  IN DURANCE VILE ispirata dagli scritti del russo Wassily Kandisky ha rimembranze decisamente più inquietanti e a tinte piuttosto fosche.
In SPOKANE RIVERS FALLS, che vede Jones impegnato al banjo,  si rievoca il luogo della nascita e il suono della cascata d'acqua accompagna le note finali della registrazione. Stupenda.
Chiude il disco JUNE TOO SOON, OCTOBER ALL OVER  una formidabile "ninna nanna" nel contesto sonoro della quale trovano spazio i suoni della natura registrati in presa diretta: lo splendido cantico dei grilli notturni che, in sottofondo,  accompagnano tutto il pezzo  e il cinguettio degli uccellini che si svegliano alle prime luci dell'alba sono, immerse nelle note della chitarra di  Jones, una esperienza d'ascolto davvero unica e rara.
Come unica e rara è la perizia di Glenn Jones.
Un Gigante.

PS Il disco è dedicato da Jones alla memoria della madre Audrey scomparsa nell'aprile 2015.



(GLENN JONES - FLOWER TURNED INSIDE-OUT)



(GLENN JONES - MOTHER'S DAY)















 




LEDI - Cose da difendere


"COSE DA DIFENDERE" è il titolo con cui il cantautore italo-albanese Ledi  ha mandato alle stampe la sua opera prima.
L'album, che è uscito nei primi giorni di maggio, si compone di nove tracce autentiche (testo e musica)  di Ledi spalmate in poco più di trenta minuti di ottima musica.
Se, nella struttura, le composizioni di Ledi si possono tranquillamente catalogare under-file "cantautorato puro" il tappeto sonoro sul quale queste liriche si vanno a svolgere è molto variegato.
Il suono con cui Ledi veste le sue composizioni contempla, al fianco a strumenti come chitarre acustiche, basso, violoncello e clarinetto, anche una buona dose di componente elettronica.
Un'elettronica "buona", che è al servizio delle liriche, ed è funzionale al progetto senza invadere lo spazio degli strumenti più "puri" del cantautorato acustico.
La canzone che titola l'intero lavoro COSE DA DIFENDERE è anche la prima del disco. E subito l'ottimo lavoro di Chiara Enrico e Ledi alla consolle dell'elettronica invade la stanza con suoni che evocano alla mia memoria echi di lavori lontani che ho amato (Battiato, Alice, Carboni ... tra i tanti che hanno utilizzato la componente elettronica per movimentare il loro suono e rendere epiche le loro composizioni). Le liriche di Ledi sono molto intimistiche e viaggiano sul confine dove l'animo ha le "proprie" cose care che vanno difese. Magistrale nello stendere pensieri molto complessi e tematiche profonde.
TELEMACO racconta lo svolgersi di una vicenda umana molto travagliata la cui conclusione, nella strofa  "Non servono eroi / ma padri.",  racconta della solitudine di madri e figli allorché i padri mancano come conseguenze di "guerre che non scelsi". Toccante.
In PENELOPE il ritorno dell'amato  è anche il ritorno della donna alla sua condizione di Regina della Casa. "Dove hai imparato che il prezzo del suo eterno / lo paga caro la schiena di una donna / dove d'autunno le vene delle foglie / dicon di te e di primavere smorte / ed anche un altro inverno / Penelope lo sai stanotte tornerò / e ti darò l'amore, e tornerai Regina."
DEVO TORNARE AL NORD è un'altra bella ballata dove l'elettronica veste le liriche di Ledi in maniera scintillante. Le  improvvise accelerazioni del ritmo della musica e dei vari campionamenti degli accordi regalano momenti di musica eccelsa. Ritorna Penelope perché proprio "al nord" "tra i suoi campi di grano / che di Penelope hanno gli occhi" e ritornato versi splendidi che, alla fine regalano un immagine suggestiva e malinconica: "devo tornare al nord dove oceani di rabbia / dal petto strappano la pace / per non morire in cassetti, vuoti / come cose dimenticate."
In UN TEMPO  Ledi  contempla e racconta le vicende che si legano a quel concetto cui diamo il nome di "tempo":"e freme tutto dentro / se non ti basta il tempo."
NAUSICAA  mette in evidenza , se ce ne fosse ancora bisogno giunti a questo punto del disco,  la straordinaria vena poetica che si allunga, come le ombre della sera,  sulle liriche di Ledi. Un artista che riesce a mettere i sentimenti dentro le storie che racconta. E nascono così versi stupendi come questo: "E allunghi la notte / perché tu sai che quando crolla il giorno / si vedono le rose / tu sai che quando soffia il vento / risuona molte cose."
COM'ERA PRIMA  ha il dolce incedere di una ballata mista tra i ricordi e le nostalgie: "se ripensiamo a com'era prima / quando tutto era facile / quando i rivoli di sole tra le dita riposavan tra di noi."
QUELLO CHE STA IN ARIA  ha un refrain fra i più piacevoli del disco "alla pazzia di non provare ad amarmi / preferisco quella di provarci almeno un po' / alla pazzia di non provare a sognarci / preferisco quella di provarci almeno un po'." che ritorna subito alla mente dopo il breve volgere di un ascolto.
La sorpresa più straordinaria di queste COSE DA DIFENDERE  Ledi la inserisce alla fine del disco, nella conclusiva ZEMRA INE.
La prima volta che ho ascoltato il disco non sapevo nulla di Ledi, chi fosse, da dove venisse ... così ho ascoltato il disco ma, giunto alla traccia 9, non riuscivo a capire la canzone. Che dialetto era ? Che lingua era ? Poi ho letto, mi sono informato ed ho scoperto che la canzone è cantata  in lingua albanese. 
Per chiudere il disco con dentro le COSE DA DIFENDERE Ledi ha scelto di comporre e cantare l'ultima canzone nel suo idioma natale. 
E così ZEMRA IME  che in italiano significa CUORE MIO è entrata nel mio cuore passando per la via principale.
Una canzone magnifica che si apre dolcemente con un piano  che magistralmente fa da sottofondo a tutto il brano. Bellissima.
Tutte le COSE DA DIFENDERE  questo giovane cantautore le ha messe dentro questo disco ben sapendo che la musica ha il prezioso dono di essere eterna. 
E così dentro un dischetto ci sta tutto il mondo di Ledi,  un cantautore che sa raccontare in maniera chiara e lucida le dinamiche che muovono l'animo umano.



(LEDI - ZEMRA INE)





(LEDI - PENELOPE)